Attirava gli uccelli selvatici con dei richiami sonori, li catturava e li rinchiudeva in delle gabbiette per farli accoppiare: a Mugnano di Napoli il coordinamento regionale delle guardie zoofile dell’OIPA Campania, insieme ai Carabinieri e alla Polizia locale, ha sequestrato 13 cardellini, 8 canarini, 1 incardellato e un verdone, ritrovati ammassati all’interno di piccole gabbie, ricoperte da escrementi ed in pessime condizioni igieniche; alcuni degli animali erano reclusi senza cibo né acqua. Gli animali erano detenuti all’interno di una struttura abusiva da un bracconiere senza alcuna licenza per l’allevamento e la creazione di ibridi nati a seguito di accoppiamenti tra specie diverse attirate con l’utilizzo di richiami sonori. Nel cortile dello stesso luogo sono state trovate altre numerose gabbie, reti di cattura, corde, paletti da picchetto e un richiamo acustico per cardellini e altre specie di volatili.

La cattura di uccelli vivi, la cosiddetta uccellagione, è purtroppo una pratica molto diffusa in alcune zone d’Italia ed è una pratica illegale dietro cui si muove un consistente giro d’affari.  Questa attività di bracconaggio non viene svolta solo da chi risponde alle esigenze di un mercato illegale di estimatori del bel canto e del piumaggio di questi volatili, ma conta anche un numero di persone che lo fanno per un macabro hobby, ignorando che i cardellini e tutti gli altri uccelli canori selvatici sono specie protette dalla normativa statale e comunitaria sulla tutela della fauna, motivo per cui la cattura, la detenzione e il commercio costituiscono reato.

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