Sei solo in un giardino in cui ogni tanto passa qualcuno, ma è troppo impegnato per darti una coccola o farti un sorriso. Questo che sia in inverno, con il freddo pungente, o d’estate, con il caldo insopportabile; certo, hai una ciotola e  un riparo. Ma niente di più.

A questa condanna di solitudine, perché tanto “i cani devono stare fuori a fare la guardia”, per combattere la noia non c’è molto da fare: tentare la fuga quando si apre il cancello, per assaporare un po’ di libertà, o forse muoversi e abbaiare per allontanare quelle persone indesiderate che si avvicinano troppo alla cancellata di quella che, nonostante tutto, viene riconosciuta come casa da proteggere. Ma al minimo movimento, al prima tentativo di correre, ecco che una vecchia catena arrugginita ti blocca, tirandoti il collo, facendoti mancare il fiato.

Solitudine e dolore, ecco la condanna che era stata inflitta a Macchia, meticcio anziano di taglia grande segnalato alle guardie zoofile dell’OIPA di Brescia. Ed è solo grazie al loro intervento che la sua catena è stata spezzata, liberandolo dalla prigionia a cui era condannato da chissà quanti anni. Accudito e curato dalle guardie zoofile, Macchia si è dimostrato un grande amante delle passeggiate, dello stare in compagnia e delle coccole: nonostante qualche acciacco dovuto all’età, Macchia aspetta l’opportunità di diventare finalmente parte di una famiglia che lo adotti per tutta la vita.

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