La pratica della detenzione dei cani a catena è purtroppo ancora molto diffusa nel nostro paese, soprattutto nelle aree rurali o in determinati contesti urbani dove il cane non viene concepito come un amico o un compagno di vita, ma come uno “strumento” da guardia, un campanello d’allarme la cui funzione sarebbe solamente quella di vigilare su un terreno o una proprietà privata.

In Italia non c’è ancora una legge nazionale che impone il divieto degli animali a catena, ma sono già diverse le regioni che seguendo l’esempio dell’Emilia Romagna, la prima ad aver introdotto il divieto nel 2013, si sono via via adeguate. Oltre all’Emilia Romagna, il divieto è in vigore anche in Lombardia, Veneto, Umbria, Puglia, Campania e Lazio, regioni dove le guardie zoofile dell’OIPA possono avvalersi di uno strumento legislativo in più per contrastare degli illeciti a danno degli animali d’affezione.

Se da un lato è vero che non basta una legge per cambiare una mentalità radicata, la sua applicazione rappresenta un deterrente decisivo per cambiare in meglio le condizioni di detenzione di tanti cani che soffrono a causa di una consuetudine di stampo medievale.

Una modalità di detenzione che nella gran parte dei casi si configura come maltrattamento poiché limita in maniera determinante il benessere dell’animale, che a causa del grado elevato di stress cui è soggetto, può arrivare a sviluppare comportamenti stereotipati e ripetitivi, come andare avanti e indietro freneticamente o girare in tondo su sé stesso.

Lo sanno bene Derak e Rex, due meticci in cui si sono imbattuti le guardie zoofile dell’OIPA di Napoli durante un controllo nel comune di Palma Campania. Costretti al collo con un cavo elettrico, i due cani erano legati all’interno di un terreno dismesso, cosparso di rifiuti e sterpaglie, privi di un riparo adeguato dalle intemperie e con a disposizione delle ciotole sporche di avanzi di cibo.

Dopo aver sanzionato il proprietario per detenzione di cani e catena e omesso impianto di microchip (in ottemperanza a quanto previsto dalla Legge regionale 3/2019), le guardie dell’OIPA di Napoli sono tornate sul posto per verificare la corretta applicazione delle prescrizioni impartite, trovando finalmente Derak e Rek molto più sereni. Collocati in ampie recinzioni dove avevano la possibilità di muoversi liberamente, in un contesto pulito e decoroso, i due cani erano stati dotati di ciotole pulite e di una tettoia che riparava le cucce rifornite di coperte.

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