Non si ricorda mai a sufficienza quanto sia importante il microchip. Non si tratta solo di un obbligo di legge o di un efficace mezzo di prevenzione del randagismo, ma dell’unico, vero “filo invisibile” in grado di riallacciare i contatti tra un animale smarrito e la sua famiglia. Un piccolo dispositivo, grande quanto un chicco di riso, che può fare la differenza quando si perde il proprio animale.

Se Jimmy, un dolcissimo cagnolino, e il suo proprietario sono riusciti a riabbracciarsi, è stato proprio grazie alla tempestiva lettura di questo dispositivo.

Avvistato da un passante mentre vagava visibilmente spaesato e spaventato su un marciapiede, a Milano, Jimmy correva il rischio concreto di essere investito da un momento all’altro. Disorientato dai rumori della città e dalle auto in corsa, il cagnolino cercava disperatamente una via di fuga.

Fortunatamente, il passante non si è girato dall’altra parte, ma ha allertato immediatamente il nucleo delle Guardie Zoofile OIPA di Milano, il cui intervento tempestivo ha evitato il peggio.

Con grande delicatezza e pazienza, gli agenti sono riusciti ad avvicinare Jimmy, a tranquillizzarlo e a metterlo in sicurezza. Il cane, che manifestava un forte stato di ansia e stress, è stato sottoposto al controllo di routine con il lettore ottico e il suono del “bip” ha segnalato la presenza  del microchip.

Il “bip” del lettore ha confermato la presenza del microchip. In pochi minuti, consultando l’Anagrafe Canina, gli agenti sono risaliti ai dati del proprietario, che in quel momento si trovava a due chilometri di distanza, disperato, intento a cercare il suo cane senza sosta.

Il ricongiungimento è stato un momento di grande gioia e sollievo. Un episodio a lieto fine che lancia un messaggio chiaro a tutti i possessori di animali: il microchip salva le vite.

È fondamentale non solo inserirlo, ma assicurarsi che i dati registrati all’anagrafe (indirizzo e, soprattutto, numero di telefono) siano sempre aggiornati e corretti.