Chi ama gli animali e ha a cuore il loro benessere purtroppo tante volte si scontra con una mentalità che li considera ancora esseri appartenenti una specie inferiore rispetto alla nostra. Un’ottica di pensiero molto ristretta e ottusa che, nei fatti, si traduce in una scarsa considerazione sia dei loro bisogni primari che di quelli appartenenti alla sfera emotiva e affettiva.

Non è certo facile indurre a riflettere su determinati argomenti, soprattutto quando si tratta di animali, considerati sempre all’ultimo posto in quella gerarchia di specie puramente fittizia in cui l’uomo si crede all’apice, nell’illusoria convinzione di essere la specie più importante della Terra, l’unica portatrice di interessi che contano.

Laddove è possibile, durante i loro sopralluoghi, le guardie zoofile dell’OIPA si fanno carico anche di questo arduo compito, non solo facendo conoscere l’esistenza di leggi a tutela degli animali, ma portando le persone al ragionamento, per far comprendere che è possibile andare incontro alle esigenze dei nostri amici animali basandosi su una serie di regole dettate dal buon senso.
La capacità di far riflettere le persone disposte all’ascolto, insieme all’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente, a volte porta dei cambiamenti significativi in situazioni che, all’apparenza, sembrerebbero irrimediabili.

Come accaduto nel caso di Pocho, un cane privo di microchip e detenuto ad una catena di circa 2 metri nel comune di Mugnano, in provincia di Napoli. Nonostante l’animale si presentasse in buone condizioni fisiche, viveva legato tra le proprie deiezioni, privo di un riparo adeguato e con a disposizione solo una ciotola d’acqua putrida.

Dopo aver sanzionato il proprietario per omesso impianto di microchip e per detenzione di cane a catena, le guardie dell’OIPA sono tornate in un controllo successivo per verificare il rispetto delle prescrizioni impartite, trovando una situazione decisamente migliorata per Pocho. Finalmente dotato di una cuccia e collocato in un’area più idonea e pulita del cortile, è libero di uscire dalla recinzione in cui è tenuto in determinati orari della giornata a tutela della sua sicurezza.

Anche il controllo presso un allevamento di setter presso i Colli Aminei ha avuto un seguito positivo, perché dopo l’ispezione delle guardie, è in atto il rifacimento della struttura che li ospita. Oltre a vigilare sulle modalità di corretta detenzione degli animali, le guardie zoofile valutano anche il loro stato di salute.

Come accaduto nel caso di due cagnolini ai quali le guardie dell’OIPA di Napoli hanno impartito ai rispettivi proprietari delle visite veterinarie urgenti per una sospetta dermatite e per la presenza di secrezioni agli occhi da tenere sotto controllo.

 

 

 

 

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