La pratica di detenere i cani a catena è considerata inaccettabile dalla gran parte delle persone, ma fino alla entrata in vigore della così detta legge “Brambilla”, la normativa non era uniforme a livello nazionale.
In alcune Regioni l’uso della catena era vietato mentre in altre no, generando una disomogeneità di tipo normativo e diverse modalità di intervento da parte delle Guardie Zoofile OIPA.
Ora, invece, con la nuova Legge 6 giugno 2025, n. 82, il divieto di detenzione dei cani a catena è valido su tutti il territorio nazionale, senza eccezioni, salvo situazioni particolari da valutare caso per caso, ma solo per esigenze sanitarie o di sicurezza, che devono essere comprovate da un medico veterinario.
Anche le sanzioni sono state inasprite per i trasgressori, le multe per questo illecito vanno da 500 a 5.000 euro per ciascun esemplare.
Questa svolta legislativa rappresenta un passo fondamentale per le associazioni protezioniste: proprio grazie a questi nuovi strumenti legali, le Guardie Zoofile OIPA hanno un margine di azione più ampio per migliorare le condizioni degli animali.
Come accaduto a Napoli nel caso di un cane costretto a vivere legato a catena corta vicino ad una cuccia esposta alle intemperie.
Il sopralluogo delle Guardie OIPA è stato risolutivo per garantire la libertà del cagnolino e assicurargli un riparo più adeguato a proteggersi dal maltempo. Il proprietario, inoltre, ha ricevuto la sanzione amministrativa prevista dalla nuova legge.
