19/9/14
La violenza cieca dei cacciatori non si scaglia solo nei confronti delle migliaia di animali indifesi che finiscono nel loro mirino, ma anche nei confronti di chi è costretto ad accompagnarli nelle loro folli battute di caccia. Sono tantissimi, infatti, i cani segregati dai cacciatori, costretti a vivere 24 ore su 24 in piccoli box senza ricevere né cure né attenzioni, liberati solo quando fa comodo ai loro carcerieri. Il più delle volte nascosti alla vista, le condizioni di detenzione di queste anime invisibili emergono raramente, a meno che qualcuno decida di fare una segnalazione.
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E’ il caso di otto segugi ritrovati dalle Guardie eco zoofile OIPA all’interno di una struttura fatiscente e abusiva nelle vicinanze di Arezzo. Detenuti dal proprietario solo ad “uso caccia”, i cani erano costretti a vivere tra melma, erba alta, fango e sporcizia, rinchiusi all’interno di una recinzione e privi di qualsiasi copertura che potesse ripararli dalle intemperie. In coordinazione con l’ASL veterinaria, le Guardie OIPA hanno predisposto una serie di prescrizioni alle quali il proprietario dovrà attenersi e nel frattempo tutti i cani sono stati sottoposti a uno scrupoloso controllo veterinario.
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Segregata insieme a loro c’era anche la piccola Birba, una volpina che pur essendo abituata a stare in casa, era stata rinchiusa nella recinzione da più di un anno perché non più desiderata. A differenza degli altri cani, ritrovati in un buono stato di salute, la piccola volpina dava segni di evidente stress. Ottenuta la sua cessione da parte del proprietario, Birba è stata accolta in stallo presso una volontaria della sezione OIPA di Arezzo che sta cercando per lei un’adozione. |